Luogo: Biblioteca Joyce Lussu, Roma
Partecipanti: Anna Maria Buttino, Fabiana Colajori, Fiammetta Crivelli, Andrea Delluomo, Aura Donzella, Chiara Frontini, Federica Griesi, Giusy Lippolis, Benedetta Paris, Francesca Perna, Giuliana Riunno, Gabriele Scorzoni.
Le attività si sono svolte con la guida di Giuliana Riunno e Andrea Delluomo.
1. Introduzione e Contesto
L’incontro è stato anticipato da una visita alla Biblioteca Joyce Lussu concentrata sulle progettualità attive nella Biblioteca che consentono una partecipazione assai ampia di bambine e bambine, ma non solo. Fiammetta Crivelli ha citato una lunga serie di attività laboratoriali, gruppi di lettura, lettura ad alta voce, ma anche iniziative per l’insegnamento dell’italiano a neomamme e donne incinte straniere.
L’incontro si è successivamente dedicato all’approfondimento tecnico e teorico sulla natura del libro tattile illustrato, sfruttando la case history della Biblioteca Attiva di Ariccia (che conta oggi 108 libri tattili illustrati, la collezione pubblica più vasta in Italia). L’obiettivo è stato definire le linee guida per l’acquisto di libri tattili per la Biblioteca Joyce Lussu e per la creazione del nuovo “dispositivo tattile” previsto dal progetto GESTI.
2. Punti Chiave della Conversazione
A. La Natura del Libro Tattile
Dalle conversazioni è emerso che il libro tattile non è una copia “semplificata” di un libro visivo, ma un’opera con regole proprie:
- Analiticità: A differenza della vista, che ha il “colpo d’occhio”, il tatto è un senso analitico. La lettura avviene “centimetro per centimetro”, richiedendo tempi e modi diversi di fruizione.
- Grammatica della Materia: È stata sottolineata l’importanza della coerenza materica. Se un materiale rappresenta la “terra” in una pagina, deve mantenere lo stesso significato in tutto il libro per non generare confusione cognitiva.
- Il Ruolo del Braille: È stato ribadito che il Braille non è un accessorio, ma l’unico codice tattile condiviso. Senza di esso, la comprensione del testo e la struttura logica del racconto vengono compromesse.
B. Design Universale e Inclusione
Il gruppo ha discusso ampiamente su come questi strumenti non siano “solo per ciechi”:
- Alfabeto Emozionale: Il contatto con texture diverse (ruvido, liscio, caldo, freddo) aiuta a dare un nome alle sensazioni, costruendo un vocabolario sensoriale più ricco.
- Carenze Editoriali: È emersa una forte criticità riguardo ai contenuti per adolescenti. Esistono pochi libri tattili su temi come la sessualità o l’emotività complessa, limitando l’accesso autonomo a informazioni fondamentali per i giovani con disabilità visiva.
C. Sfide Produttive ed Estetiche
- Assenza di Filiera: Molti dei volumi analizzati sono prototipi o edizioni limitatissime legati a finanziamenti spot. Manca una produzione industriale che garantisca la reperibilità costante.
- Dignità Estetica: Si è sottolineata l’importanza di unire le competenze del mondo della disabilità con quelle di illustratori e rilegatori professionisti, affinché il libro sia “bello da vedere e da toccare” per chiunque.
3. Sviluppo del “Dispositivo Tattile” GESTI
Durante l’incontro sono state avanzate proposte concrete per l’intervento negli spazi della Biblioteca Joyce Lussu:
- Mappa Aptica dello Spazio: L’idea è quella di creare un kit o una mappa che permetta di “leggere” l’architettura della biblioteca (es. contare le colonne, percepire le stratificazioni del pavimento).
- Braille Ludico: Per avvicinare i vedenti al Braille, è stata proposta la creazione di giochi (es. una “battaglia navale” tattile) che insegnino la logica della cella Braille e la specularità tra scrittura e lettura.
4. Esempi e Casi Studio Analizzati
Sono stati esaminati libri che rappresentano eccellenze o sfide nel settore:
- Ombra: Un esempio di come concetti puramente visivi possano essere tradotti attraverso la temperatura e la forma.
- Nel bosco: Fondamentale per l’uso sinestetico di suoni e carte differenti.
- Le Petit Chaperon Rouge di Warja Lavater: Un silent book tattile, citato per l’efficacia della legenda tattile che associa forme geometriche a personaggi e colori.
5. Conclusioni e Prossimi Passi
L’incontro di ieri ha confermato che il progetto GESTI deve puntare a una “trasposizione culturale” e non solo fisica. I prossimi laboratori nelle scuole dovranno focalizzarsi sul far comprendere ai ragazzi che l’immagine tattile è qualcosa che si “agisce” con tutto il corpo e non solo con i polpastrelli.


